DE SANCTIS Francesco – Storia della letteratura italiana – 1912

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Descrizione

DE SANCTIS Francesco – Storia della letteratura italiana Prima edizione milanese a cura di Paolo Arcari (In due volumi) – 1912. Milano, Fratelli Treves Editori; Tela con titoli dorati impressi al piatto e al dorso; strappi e scollature; cm. 18,7 x 12,5; 1 volume; 796 complessive; Discreto, con molteplici tracce d’uso e del tempo; La Storia della letteratura italiana (1870-71) nacque come testo scolastico ed è, infatti, una sintesi didattico-pedagogica di materiali in gran parte preelaborati secondo una precisa metodologia critica e utilizzati per un progetto complessivo di informazione-formazione (il progetto dell’educazione nazionale) nel quale convergono tutte le attese (ed anche i timori) del De Sanctis. Questi è un critico letterario, filosofo e uomo politico italiano, Morra Irpina 1817 – Napoli 1883, massimo esponente italiano della critica romantica; formulò le sue originali teorie partendo dal concetto hegeliano dell’identità di forma e contenuto. letterato e politico agli inizi degli anni Settanta. Divisa in venti capitoli, la Storia disegna una linea di svolgimento della letteratura italiana che va dal XIII al XIX sec. secondo il principio direttivo (ufficialmente dichiarato dal D. in uno dei suoi ultimi scritti) della successiva riabilitazione della materia (di un graduale avvicinarsi alla natura e al reale, in parallelo con i progressi della scienza, della cultura, del costume, della vita politica, della stessa morale). Ma la finea risulta tutt’altro che retta e univoca: sia perché l’ipotesi del graduale svolgimento della storia letteraria verso mete progressive è fortemente contraddetta dalle fasi di stasi, d’involuzione, di ritorno; sia perché continuamente emergono distanze o divaricazioni tra livello storico e livello letterario (e qui s’innesta la forte rivendicazione della forma come valore specifico del testo letterario); sia, infine, perché (in base alla predilezione per il metodo monografico e per l’analisi testuale) il racconto della Storia alterna lunghe soste con rapidissimi voli, grandi indugi analitici con improvvise e fortissime elisioni. La Storia procede, perciò, per grandi nodi tematici e testuali, muovendosi in un sistema a spirale di allusioni e richiami tra fenomeni, autori, epoche, con un disinibito oscillare del linguaggio dal familiare e dal basso all’oratorio e al patetico, non senza momenti di carattere mimetico a ciascun livello di scrittura (sono queste, del resto, le caratteristiche peculiari del suo composito stile).. La Storia della letteratura italiana (1870-71) nacque come testo scolastico ed è, infatti, una sintesi didattico-pedagogica di materiali in gran parte preelaborati secondo una precisa metodologia critica e utilizzati per un progetto complessivo di informazione-formazione (il progetto dell’educazione nazionale) nel quale convergono tutte le attese (ed anche i timori) del De Sanctis. Questi è un critico letterario, filosofo e uomo politico italiano, Morra Irpina 1817 – Napoli 1883, massimo esponente italiano della critica romantica; formulò le sue originali teorie partendo dal concetto hegeliano dell’identità di forma e contenuto. letterato e politico agli inizi degli anni Settanta. Divisa in venti capitoli, la Storia disegna una linea di svolgimento della letteratura italiana che va dal XIII al XIX sec. secondo il principio direttivo (ufficialmente dichiarato dal D. in uno dei suoi ultimi scritti) della successiva riabilitazione della materia (di un graduale avvicinarsi alla natura e al reale, in parallelo con i progressi della scienza, della cultura, del costume, della vita politica, della stessa morale). Ma la finea risulta tutt’altro che retta e univoca: sia perché l’ipotesi del graduale svolgimento della storia letteraria verso mete progressive è fortemente contraddetta dalle fasi di stasi, d’involuzione, di ritorno; sia perché continuamente emergono distanze o divaricazioni tra livello storico e livello letterario (e qui s’innesta la forte rivendicazione della forma come valore specifico del testo letterario); sia, infine, perché (in base alla predilezione per il metodo monografico e per l’analisi testuale) il racconto della Storia alterna lunghe soste con rapidissimi voli, grandi indugi analitici con improvvise e fortissime elisioni. La Storia procede, perciò, per grandi nodi tematici e testuali, muovendosi in un sistema a spirale di allusioni e richiami tra fenomeni, autori, epoche, con un disinibito oscillare del linguaggio dal familiare e dal basso all’oratorio e al patetico, non senza momenti di carattere mimetico a ciascun livello di scrittura (sono queste, del resto, le caratteristiche peculiari del suo composito stile).