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VITTORI Piero / ARISTOTELE – Commentarii in tres libros Aristotelis de arte dicendi – 1579

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Descrizione

VITTORI Piero (Pietro) – ARISTOTELE – Petri Victorii Commentarii in tres libros Aristotelis de arte dicendi. Positis ante singulas declarationes, valde studio & noua cura ipsius auctas, Graecis verbis auctoris, ijsque fideliter Latine expressis. Cum vetere exquisito indice, cui multa addita sunt, modo animaduersa – 1579. Florentiae : ex officina Iunctarum Cum licentia et privilegio; Pergamena rigida con presenza di legacci di refe e taglio a spruzzo; 4°g 33×21; 1 volume; 804 complessive; Ottimo, con lievissime fioriture; Sul front. (mancante del titolo) si trova uma marca in cornice figurata: giglio fiorentino. Un giglio fiorentino sorretto da due putti che emergono dalla cornice, sempre in una cornice figurata alla fine, sotto il registro. Iniziali e fregi xilog. Stampato su una colonna, anche in corsivo ed in latino e greco. Lievissime fioriture e rari fori di tarlo. 10ccnn, 756pp, 14ccnn. Piero Vettori (Firenze, 1499 – 1585) è stato uno scrittore, filologo e umanista italiano. Curò le edizioni di numerosi testi antichi e si occupò di svariate materie, dall’ agricoltura alle scienze, dalla retorica alla filosofia morale, e cercò nelle biblioteche fiorentine e italiane i testi per confrontare i codici. Il suo interesse principale rimase, per tutta la vita, lo studio dei testi antichi e specialmente dei testi greci. La retorica è l’arte del parlare e dello scrivere in modo ornato ed efficace ed è anche il tema principale di un testo di Aristotele, che qui proponiamo con il suo commento. Aristotele dà una trattazione della r. di importanza fondamentale. Il campo della r. è distinto da quello della filosofia da un lato, della poesia dall’altro. La parola ha un potere irrazionale di imitazione dei fatti, dei caratteri e delle passioni umane, ma anche una capacità razionale di costruzione di un ragionamento logico. La r. sfrutta entrambi, collocandosi sul terreno dell’opinione (), non delle verità dimostrabili, che attengono alla filosofia. Suo ambito è il verosimile, il probabile. La forma è concepita come esterna al contenuto, come ornamento; la sostanza è nel valore pragmatico della parola, come facoltà di trovare le vie adatte alla persuasione, con argomenti e prove. Ad Aristotele risalgono la distinzione classica dei tre generi del discorso (giudiziale, deliberativo, epidittico), l’individuazione delle strategie (etica, passionale, logica), attraverso le quali guadagnare o rafforzare il consenso del pubblico, e la prima definizione delle fasi (4, che diverranno poi 5 nella classificazione canonica dei trattatisti latini) dell’elaborazione del discorso: – inventio, – dispositio, – elocutio, – actio

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